HOS

[ITA]


di UCCI UCCI / Salvatore Crucitti e Gloria Zeppilli
sound design Michele Febbraio
coreografia Francesca Santamaria
performer Adele Maria Masciello, Francesca Santamaria, Gloria Zeppilli
Si ringraziano: gli ospiti della residenza “La mia Casa” CIDAS di Tresigallo, Elisa Finessi, Cristina Ventrucci, Societas, Casa di Gesso, Ana Trif, Teatro Biblioteca Quarticciolo e la Fattoria degli animali Momigliano, Anna Muskardin
con il supporto di La Mama Umbria International, Bottom Up!, Cranpi, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Villa Pianciani
Progetto finalista Biennale College Regia 2024


 

HÒS è la radice che dà vita a una rosa di significati eticamente opposti: vittima, nemico, ospite. Su questa ambiguità si costruisce la drammaturgia. Il telaio narrativo nasce da una ricerca etnografica svolta in una casa di riposo per anziani. Il materiale raccoglie discorsi poetici, diretti o indiretti sulla morte. L’ospizio in origine hospitium (luogo dove si ospita lo straniero), oggi è il luogo dove le persone, spesso affette da malattie neurodegenerative, sono costrette a passare l’ultimo periodo della loro vita. Oltre ai contributi della ricerca nella casa di riposo, HÒS, indaga le maglie antropologiche del concetto di ospitalità aprendo a diramazioni e innesti: divenire-animale parassita, preda e predatore, ospite e padrone, nemico e vittima, trappola e tana. Il progetto propone un’autonomia “oracolare” del parassita. L’ospite abbandona una posizione marginale e ottiene una funzione attiva che permette un diverso accesso alla visione della fine.

 

 

 

 

[ENG]

by UCCI UCCI / Salvatore Crucitti and Gloria Zeppilli
sound Michele Febbraio
choreographies Francesca Santamaria
with Adele Maria Masciello, Francesca Santamaria, Gloria Zeppilli
special thanks to the residents of “La mia Casa” CIDAS in Tresigallo, Elisa Finessi, Cristina Ventrucci, Societas, Casa di Gesso, Ana Trif, Teatro Biblioteca Quarticciolo, La Fattoria degli animali Momigliano, Anna Muskardin
supported by La Mama Umbria International, Bottom Up!, Cranpi, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Villa Pianciani



HÒS
is the root that gives rise to a spectrum of ethically opposite meanings: victim, enemy, host. This ambiguity forms the basis of the dramaturgy, a claim for oracular autonomy in the parasite. The narrative framework originates from ethnographic research conducted in a nursing home for the elderly. The material gathers poetic, direct, or indirect discourses on death. The hospice, originally “hospitium” (a place for hosting strangers), is now where people, often suffering from neurodegenerative diseases, are compelled to spend the last period of their lives. Beyond the research contributions in the nursing home, HÒS investigates the anthropological fabric of hospitality, opening up branches and grafts: becoming-animal parasite, prey and predator, host and master, enemy and victim, trap and den. The voices of the elderly encapsulate an altered biographical memory, consisting of descriptions and narratives polluted by senile dementia. This allowed the residents to transcend the limits of reason and logic, accessing a way of thinking as delirious as it is poetic.